• Sara D'Alessio

Miur: ecco come sarà la nuova Maturità

Due prove scritte invece di 3, no requisito Invalsi e alternanza. Bussetti agli studenti: "Dubbi sui nuovi esami? Risponderemo"



Dopo tante supposizioni, la maturità 2019 inizia finalmente a prendere forma e arrivano le prime certezze sul contenuto delle prove. Il Miur, infatti, ha varato la circolare sull’esame di Stato 2019 con le prime indicazioni operative. E le novità, come riporta il sito Skuola.net, non mancano: non ci sarà più il quizzone, le prove scritte scendono a 2 e verrà dato maggior peso al percorso di studi.


La maturità della 'Buona Scuola' viene in parte salvata - L’ impianto disegnato dalla legge 107/2015 – la ‘Buona Scuola’ – e dai decreti convertiti all’inizio del 2017 rimane tale: confermata l’eliminazione della terza prova scritta (restano in piedi solo le due prove classiche, quella d’italiano e quella d’indirizzo). Per essere ammessi alle prove finali ci vorrà la sufficienza in tutte le materie e aver frequentato almeno i 3/4 dei giorni di scuola svolti nel proprio istituto. Via libera anche al nuovo sistema dei punteggi: fino a 20 punti per ogni passaggio dell’esame (le due prove scritte e l’orale) con il curriculum scolastico che peserà molto di più in ottica voto finale (fino a 40 punti). Su quest’ultimo punto, il Miur ha predisposto delle tabelle di conversione per armonizzare il punteggio di chi ha iniziato l’ultimo triennio con il vecchio sistema vigente. Saranno le scuole a dover comunicare ai propri alunni il loro punteggio aggiornato.


Per avere invece il quadro definitivo di come si svolgerà la prova orale e dei contenuti che avrà al suo interno si dovrà attendere il decreto sulla Maturità 2019 che, proprio per abituare studenti e scuole ai cambiamenti, verrà anticipato a febbraio di quest’anno e non, come di tradizione, a maggio. Per il momento, quello che trapela,è che – perlomeno a giugno prossimo - rimarranno valide le indicazioni contenute nella riforma: ai maturandi potrebbe essere richiesto di presentare una tesina ma anche di illustrare il proprio progetto di alternanza scuola lavoro. Molto dipenderà dalla decisione del consiglio di classe, formalizzata nel cosiddetto ‘documento del 15 maggio’, basata sul tipo di attività svolte dagli alunni nel corso dell’anno.


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